Un ragazzo entra in cantina. Fra stivali infangati, appesa una giacca. Di marrone intenso il suo colore e di costine fini il suo velluto.”

Inizia un nuovo capitolo della storia di Capalbio, senza perdere il contatto con le sue radici. 

Una tradizione che parte dalla Maremma Toscana: terra di contrasti, gente ruvida, mestieri dimenticati e vita contadina. 

Grazie alla mano e al coraggio di Ugo Valentini, tra le mura di una bottega, rinascono i briganti e i butteri in uno stile unico e senza tempo. 

Una giacca, la 501, che è diventata negli anni un must dello stile che unisce, nelle linee e nei tessuti, il fascino e la praticità. Una giacca che parla di briganti e butteri che utilizzavano la tagana, la peculiare tasca posteriore, come porta oggetti per avere sempre le mani libere. 

Definita nei primi anni novanta come “l’abito mentale” delle terre della Maremma, era chiamata giacca maremmana o cacciatora, fino a quando Ugo Valentini non le ha donato un nuovo nome di battesimo: 501. 

Da quel giorno è nato lo stile Capalbio riconoscibile al primo sguardo e figlio dello stile di vita di coloro che hanno calcato i territori maremmani scegliendo un abbigliamento caldo comodo e pratico per secoli. 

L’audacia dello stilista ha fatto il resto: da una semplice giacca pratica per esplorare la macchia, alla 501, icona di stile. 

Non solo per la linea unica e la comoda tasca posteriore. I tessuti ricordano quella gente ruvida che vestiva il velluto domenicale con l’ambizione di essere un capo senza tempo anche nella modernità. 

“La vita in Maremma non è soltanto un passar del tempo ma è vivere un’esperienza” afferma Gaddo Della Gherardesca e per questo la Capalbio 501 non è solo una giacca ma uno stile di vita.